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  i libri deuterocanonici

I libri deuterocanonici 

Differenze nel canone:
La versione dei Settanta è una versione della Bibbia in lingua greca, che la tradizione vuole tradotta dall'ebraico da 70 saggi ad Alessandria d'Egitto, dove esisteva una importante comunità ebraica. 

Origine:
Il sovrano egiziano ellenista Tolomeo II Filadelfo (regno 285-246 a.C.) commissionò alle autorità religiose del tempio di Gerusalemme una traduzione in greco del Pentateuco per la neonata biblioteca di Alessandria. Il sommo sacerdote Eleazaro nominò 72 eruditi ebrei, sei scribi per ciascuna delle dodici tribù di Israele, che si recarono ad Alessandria e vennero accolti con grande calore dal sovrano. Stabilitisi nell'isola di Faro completarono la traduzione in 72 giorni in maniera indipendente. Al termine del lavoro comparando fra loro le versioni, si accorsero con meraviglia che le rispettive traduzioni erano identiche.

Per la traduzione dei restanti libri, l'opera fu realizzata da una scuola di traduttori, sempre ad Alessandria.

Verso il
185 a.C. furono tradotti Ezechiele, i Dodici Profeti Minori e Geremia, dopodiché vennero fatte le traduzioni dei libri storici (Giosuè, Giudici, Re), e infine Isaia.

Gli altri libri, Daniele, Giobbe furono tradotti verso il 150 a.C.

Intorno al I secolo d.C. vennero tradotti il Cantico dei Cantici, Lamentazioni, Rut ed Ester, poi quella dell'Ecclesiaste.

Nella Versione dei Settanta troviamo anche dei libri non presenti nel canone ebraico detti deuterocanonici:

  • 1 Maccabei
  • 2 Maccabei
  • Tobia
  • Giuditta
  • Baruc 
  • Ecclesiastico (o sapienza di Gesù figlio di Sirach o Siracide)
  • Sapienza di Salomone o libro della Sapienza
  • Epistola di Geremia (inclusa sovente alla fine di Baruc)
  • le aggiunte al libro di Ester (il "sogno di Mardocheo")
  • tre aggiunte al libro di Daniele ("il cantico dei tre giovani", "Susanna e i vecchi", "Bel e il dragone").

I seguenti papi li avevano dichiarati non-canonici:

  • Papa Gregorio Magno
  • Papa Leone X

I seguenti padri della chiesa non li riconobbero mai come parola di Dio: 

  • Gregorio Nazianzeno
  • Atanasio, Ilario di Poitiers
  • Cirillo di Gerusalemme

Gesù e i suoi discepoli citano per circa 300 volte l'Antico Testamento, ma non citano mai neppure un passo di uno di questi libri.

Gli Ebrei, a cui (non lo dimentichiamo questo) "furono affidati gli oracoli di Dio" (Rom. 3:2) non riconobbero mai come canonici. 

La Chiesa primitiva negò la canonicità di questi libri, e infatti non li mise mai allo stesso livello di quelli sacri.

  • Nei libri dei Maccabei, la morte del re Antioco Epifane è raccontata in tre modi contrastanti.
  1. La prima volta si ammala di tristezza e muore (1 Mac. 6:8-16).
  2. La seconda volta muore in Persia nel tempio di Nanea fatto a pezzi dai sacerdoti (2 Mac. 1:11-16).
  3. La terza volta muore ritornando dalle regioni della Persia, ad Ecbatana, colpito da una piaga incurabile (2 Mac. 9:5-29).
  • Nel libro di Giuditta si fa risalire la storia di questa donna a poco dopo il rientro dei Giudei dalla cattività dei Babilonesi, al tempo di Nabucodonosor, re d'Assiria.
  1. Quando i  Giudei tornarono dalla cattività in Giudea non esisteva più il re Nebucodonosor, re di Babilonia, perché morto da molti anni, e sul regno dei Medi e dei Persiani in quel tempo regnava Ciro re di Persia, il quale era stato lui a rimandare liberi gli esuli Ebrei affinché tornassero in Giudea a costruire il tempio di Dio.
  • Nel libro di Tobia, che è pieno di favole, riscontriamo una menzogna che lo scrittore fa dire a un angelo di Dio di nome Rafael.
  1. l’angelo Rafael dice una bugia (Tobia 5:4-13).
  2. l’angelo Rafael insegna che per scacciare un demone bisogna usare il fumo che esce durante la cottura del cuore e del fegato di un grosso pesce. "Quanto al cuore e al fegato del pesce, se ne fai salire il fumo davanti a un uomo o a una donna, che subiscono un attacco da parte di un demonio o di uno spirito malvagio, cesserà ogni attacco contro di loro e non ne resterà più traccia alcuna" (Tobia 6:8)
  • Il secondo libro dei Maccabei termina con queste parole: "Se la disposizione della materia è stata buona e come si conviene alla storia, é quello che ho desiderato. Se poi é mediocre e di scarso valore, é quanto ho potuto fare" (2 Maccabei 15:38). 





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